Lettori fissi

mercoledì 31 dicembre 2014

giovedì 11 dicembre 2014

domenica 7 dicembre 2014

UN PREMIO PER TUTTI NOI CHE SI COLLABORA AL BLOG

Carissimi tutti, spero che tutti mi conoscete 
io emigrante di Sernaglia della Battaglia,
voglio farvi vedere un premio che è stato
assegnato al nostro blog, dobbiamo ringraziare
la cara Francesca Cucinotta che ha voluto 
scegliere proprio il blog che rappresenta,
tutti gli emigranti spersi nel mondo.
qui sottostante ce il suo link che è molto 
interessante, e parla di cucina
passate a visitarlo che lo merita.




Credo che il mio nome vi dica subito chi sono!
Tomaso Scarpel fratello di Tiziano, emigrato
in Svizzera da quasi 60 anni, chi ancora non 
conosce il mio blog personale, eccolo qui!
qui da me troverete tutta la mia storia.
Un caro saluto a tutti augurandovi una
buona domenica dell'Immacolata.
Tomaso

venerdì 10 ottobre 2014

Belluno visita al museo dell'emmigrante

Sabato 4 ottobre l'associazione emigranti 
di Sernaglia della Battaglia si è recata a Belluno 
per visitare il museo sull'emigrazione dei Bellunesi nel mondo, 
la loro storia è uguale a tutte le storie che ha vissuto L'Italia 
dalla fine del 1800 al 1960, la loro storia la nostra storia 
solo che loro hanno saputo dedicarle un museo

Questo e un murales che ho fotografato all'interno del museo

Vedendo questa scena, subito ricordai, 
quante volte ho accompagnato mio padre
con la sua vecchia valigia a prendere la corriera
 *******
VECCHIA VALIGIA

Mia terra adorata!
Amor mio,
ti devo lasciare,
in terra straniera
mi devo recare,
partirò con te,
vecchia valigia,
mia fedele compagna,
custode di gioie e dolori.
Amor mio,
pacatamente, insieme
l'abbiamo preparata,
riponendo in lei
il tuo amore,
speranze e illusioni,
il pianto d'un bimbo
l'angoscia il silenzio
di mamma,
un esile sguardo,
accanto a me
un dolce sorriso,
Amor Mio
Mia terra adorata,
la speranza
che porto nel cuore,
mi farà per sempre
tornare, da tè ... e al mio
vecchio casolare.

                                                         Tiziano

 auguro a tutti un buon fine settimana


giovedì 26 giugno 2014

Una giornata speciale

Una recente veduta aerea di Sernaglia della battaglia 
e qui che e nata la prima associazione emigranti d'Italia


Il giorno dell'inaugurazione del monumento 
all'emigrante che raffigurava un uomo 
con la valigia di cartone che girava per il mondo 
con la sua lampada in cerca di lavoro,
per un avvenire migliore per se e la sua famiglia 
il vescovo che si vede nella foto era Albino Luciani 
il futuro Giovanni Paolo l° il Papa del sorriso
Il monumento dopo l'inaugurazione

E questa è la poesia che le ho dedicato

L'UOMO CON LA VALIGIA

Ti ho amata, ti ho odiata,
terra mia adorata!
Quando il traguardo della vita apparirà
e tutto nella mente si addormenterà,
nella piazza del mio amato paesello,
incastonato come un gioiello,
lui resterà lì fermo e silenzioso,
non se andrà in modo frettoloso:
è l'uomo con la valigia
a ricordare le antiche vestigia,
le tristi partenze dove l'amore
nascondeva il pianto del cuore!

Sarà per sempre lì a ricordare i giorni
dei raggianti e gioiosi ritorni,
di quegli emigranti un dì partiti,
con il cuore colmo di sogni infiniti!
San Valentino ... quel giorno di gran festa,
grandi e piccini più non avevan l’aria mesta,
gli emigranti dimenticavan la terra straniera
e, soprattutto, la buia miniera!
Tutti al pranzo in comunità,
tutti a far festa in allegria e cordialità;
per un giorno, sgravati dalla stanchezza morale
eran plasmati della spiensieratezza generale!

Poi l’uomo con la valigia di cartone ripartiva,
la speranza nel cuore riappariva.
Ecco allora che a testimonianza
di quel periodo di non abbondanza,
e di tante sofferenze e frustrazioni,
l’uomo in piazza ricorderà alle future generazioni
i tanti viaggi con la valigia di cartone,
piena di sacrifici, di sudore e talvolta di … illusione,
che i nostri padri han dovuto superare
con la speranza di poter un giorno tornare,
dalle loro spose … dalle loro mamme
che col cuore in fiamme,
palpitante e trepidante,
pensavano a loro ad ogni istante.

Scrutavano l’orizzonte lontano
sognando di tenere il loro uomo per mano,
sperando ... di vederlo apparire d’incanto,
d’averlo anche per un solo momento accanto.
Quell’uomo con la vecchia valigia di cartone
trasandata … legata con un liso cordone,
custode di gioie, dolori, sacrifici e valori,
ma con la speranza che albergava nei cuori.

A te ritornerò terra mia adorata,
ti ho amata, ti ho odiata,
ma tu, rimani lì a perenne memoria,
uomo con la valigia … per testimoniare la storia.

                                                                                Tiziano Scarpel

Ringrazio fin d'ora quanti  visiterano e 
commenteranno questo mio post

venerdì 28 febbraio 2014

INFORMAZIONE SU SERNAGLIA

Buon giorno a tutti!
Introduzione della storia di Sernaglia della Battaglia.

Sernaglia_della_Battaglia_Il_Fiume_Piave_a_Falz-La_Marca_del_2000_Vidor_281

Sernaglia della Battaglia

La storia di Sernaglia della Battaglia è strettamente legata alla Prima Guerra Mondiale.
Dopo la rotta di Caporetto avvenuta nell'ottobre del 1917, la piana del comune si è trovata in prima linea. Gli abitanti fuggirono nei paesi oltre le colline, nel vittoriese sino al Friuli, mentre il paese veniva distrutto dalle artiglierie italiane del Montello, compreso il campanile, risalente al 1620 e disegnato dal Sansovino, la cui cella campanaria si trasformò in osservatorio austriaco.
Sernaglia della Battaglia è nota per essere punto di partenza di grandi flussi di emigrazione: a fine '800 venne interessata dall'ondata di emigranti verso le due Americhe, mentre nel '900 il fenomeno divenne stagionale e le destinazioni si concentrarono nell'Oltralpe e tra le due Savoie.
Data la consistenza del numero di emigranti, nel 1953 venne fondata la "Comunità Emigranti", la prima in Italia, con l'obiettivo di assistere e mettere in comunicazine tra di loro i lavoratori emigrati, aiutando pure le famiglie rimaste a casa, attraverso un fondo di solidarietà. Il successo fu grande, l'iniziativa si estese in altri comuni, e per l'occasione, lo stesso anno su costruita a Sernaglia un monumento all'emigrante, che custodisce un'urna contenente la terra inviata dagli emigranti di 16 nazioni e dei cinque continenti.
Il fenomeno migratorio, chiamato dagli abitanti "l'industria della valigia", iniziò a calare negli anni Settanta, scomparendo nel decennio successivo, momento in cui nel comune iniziarono a diffondersi la piccola industria e l'artigianato.

Sperando che questo mio piccolo post
vi aiuti a conoscere  bene questo
amato mi paese.
Tomaso

giovedì 13 febbraio 2014

Un paese la sua storia





Nel 1951, Celeste Lucchetta di Sernaglia, uno di quegli uomini che aveva consumato quarant'anni della sua esistenza come lavoratore stagionale nell'Alta Savoia, muore pochi giorni prima di quello che doveva essere il suo definitivo rientro. Fa a tempo a chiedere ai compagni che vorrebbe essere seppellito nel cimitero del suo paese. Già fin dal 1949, gli emigranti di Sernaglia amavano incontrar­si durante l'inverno per festeggiare il loro ritorno. Dopo aver provveduto con una sottoscrizione, era­no anni in cui i lavoratori in Francia riuscivano a risparmiare quel poco che bastava per dare un po' d'ossigeno alla famiglia rimasta al paese, il suo desiderio fu esaudito. Nell'incontro di quello stesso anno, gli emigranti decisero di creare un fondo di solidarietà allo scopo di trasportare al paese le salme dei caduti sul lavoro da qualunque paese d'Europa, di aiutare le vedove e gli orfani, di soc­correre gl'inabili. :,
Nasce così la prima Comunità tra gli Emigranti. Nelle gallerie, nei «barrages», lungo gli alti passi delle Alpi, i lavoratori cadono nelle trincee del lavoro per il pane quotidiano. Tutte le loro salme riposano nella terra natale. In tempi in cui tutti gli sforzi dell'Autorità costituita erano letteralmente fagocitati dall'enorme problema della ricostruzione, l'umile azione delle Comunità doveva rivelarsi preziosa. Si manifestarono atti forse irripetibili di soli­darietà; nei cuori si fece strada la speranza d'un avvenire migliore al quale essi stessi stavano dan­do un apporto prezioso. L'azione che aveva lo scopo ultimo di trasformare le Comunità Emigranti in Comunità di ex-Emigranti, allora contro il parere degli stessi economisti, si è dimostrata valida. Se tutti gli emigranti negli anni cinquanta avessero deciso di portarsi le famiglie, l'intero Quartier del Piave avrebbe fatto la fine di alcune zone del Mezzogiorno, invece che divenire uno degli angoli più progrediti. Come si vede, ogni azione spesa in favore degli emigranti ha sempre benefici riflessi nel territorio nazionale.

T. GOBBATO

Oggi gran festa e San Valentino! 
Domani ognun partirà verso l'ignoto destino