Lettori fissi

giovedì 13 febbraio 2014

Un paese la sua storia





Nel 1951, Celeste Lucchetta di Sernaglia, uno di quegli uomini che aveva consumato quarant'anni della sua esistenza come lavoratore stagionale nell'Alta Savoia, muore pochi giorni prima di quello che doveva essere il suo definitivo rientro. Fa a tempo a chiedere ai compagni che vorrebbe essere seppellito nel cimitero del suo paese. Già fin dal 1949, gli emigranti di Sernaglia amavano incontrar­si durante l'inverno per festeggiare il loro ritorno. Dopo aver provveduto con una sottoscrizione, era­no anni in cui i lavoratori in Francia riuscivano a risparmiare quel poco che bastava per dare un po' d'ossigeno alla famiglia rimasta al paese, il suo desiderio fu esaudito. Nell'incontro di quello stesso anno, gli emigranti decisero di creare un fondo di solidarietà allo scopo di trasportare al paese le salme dei caduti sul lavoro da qualunque paese d'Europa, di aiutare le vedove e gli orfani, di soc­correre gl'inabili. :,
Nasce così la prima Comunità tra gli Emigranti. Nelle gallerie, nei «barrages», lungo gli alti passi delle Alpi, i lavoratori cadono nelle trincee del lavoro per il pane quotidiano. Tutte le loro salme riposano nella terra natale. In tempi in cui tutti gli sforzi dell'Autorità costituita erano letteralmente fagocitati dall'enorme problema della ricostruzione, l'umile azione delle Comunità doveva rivelarsi preziosa. Si manifestarono atti forse irripetibili di soli­darietà; nei cuori si fece strada la speranza d'un avvenire migliore al quale essi stessi stavano dan­do un apporto prezioso. L'azione che aveva lo scopo ultimo di trasformare le Comunità Emigranti in Comunità di ex-Emigranti, allora contro il parere degli stessi economisti, si è dimostrata valida. Se tutti gli emigranti negli anni cinquanta avessero deciso di portarsi le famiglie, l'intero Quartier del Piave avrebbe fatto la fine di alcune zone del Mezzogiorno, invece che divenire uno degli angoli più progrediti. Come si vede, ogni azione spesa in favore degli emigranti ha sempre benefici riflessi nel territorio nazionale.

T. GOBBATO

Oggi gran festa e San Valentino! 
Domani ognun partirà verso l'ignoto destino

30 commenti:

  1. Ciao Tiziano vedo che hai trovato di poter fare ciò che volevi!!!
    Un abbraccio.
    Tomaso
    Ho notato che ce la verifica parola, devi toglierla subito.
    Ciao

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  2. Ciao Tomaso spero solo che mi diano una mano almeno nel rispondere ai commenti
    dalla prossima settimana puoi iniziare a far un po di pubblicità
    un forte abbraccio.

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    1. Caro Tiziano appena avrai finito di sistemarlo pubblicherò il link sul mio blog.
      Ciao e buona notte con un forte abbraccio.

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  3. la storia si ripete oggi, quando in Italia non c' neanche la possibilità di una ripresa essendo le casse dello stato vuote!

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    1. Le casse dello stato son vuote ma le loro tasche son piene.i nostri padri si sono sacrificati per nulla.

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  4. Bravo Tiziano ci voleva proprio Ciao Paolo

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    1. Ciao Paolo grazie spero di poterti leggere ancora

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  5. bravissimo tiziano!!! riesci sempre a stupire.... la musica è perfetta!!!

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  6. ciao Tiziano, non ho capito se lo gestisci tu o mario, cque molto interessante, complimenti, ciao buon pomeriggio rosa.)

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    1. Ciao Rosa Per il momento lo gestisco io con l'aiuto di Tomaso finche Mario non impara poi passo le consegne a lui

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    2. Ciao Rosa per il momento lo gestisco io con l'aiuto di Tomaso,
      ma appena Mario avrà preso confidenza con il blog passo le consegne
      ciao a presto buona serata

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    3. per il momento più Tiziano che io,ciao

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    4. Ok grazie, Tiziano, imparera' subito Mario, vedrai , e' una cosa che prende molto il blog, ciao grazie saluti a tutti e due, buona giornata rosa.)

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  7. Ciao Tiziano ben ritrovato....sono arrivata qui su segnalazione del mitico Tomaso......non potevo non unirmi a questa bella iniziativa, sono giovane e di queste cose ne so poco, ma sono nipote di emigranti friulani e veneti e quindi mi sembra cosa dovuta.
    Buon lavoro, alla prossima.

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    1. Sono contento che ti ricordi di essere nipote di emigranti.Ciao

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    2. Ciao Laura ben arrivata, non ero sparito mi son accorto questa sera da questo tuo commento che qualcosa non andava e ho controllato il blog ror e non so come ma tu eri sparita comunque adesso ho sistemato tutto così avrò il modo di vedere i tuoi nuovi post ciao un caro saluto.

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  8. Caro Tiziano,
    sono appena stata da Tomaso dove ho raccolto volentieri il suo invito, ma non avevo capito
    che questo blog fosse tuo !!!
    Che bello !!!
    Carissimo, stasera sono davvero molto stanca perchè ho avuto una giornata pesante,
    ma ti prometto che quanto prima possibile verrò a gustarmelo come merita!

    Un grande abbraccio!

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  9. Ciao, sono qui perché ho visto la segnalazione di Tomaso. Vi seguirò sicuramente perché mi piace sentire i racconti di quei tempi. Sono racconti che devono assolutamente continuare a vivere. Sono le vostre radici, ma sono anche le radici mie e di chiunque sia italiano. Ciao:). A presto. Marilena

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  10. Ottimo lavoro e un in bocca a lupo per il futuro del blog.
    Saluti a presto.

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  11. Bravi a tutti complimenti per questa bella storia.

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  12. Che tristezza questi video, pero' quanto sentimento, credo manchi oggi, questo sentimento.Ciao Tomaso a presto.

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    1. Grazie Silvia di Esserci.
      Un abbraccio forte.
      Tomaso

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  13. Arrivo qui su suggerimento di Tomaso e tornerò sicuramente visto che l'argomento del blog mi interessa molto. Sono veneziano e vivo in Francia da 14 anni. Complimenti ed a presto.

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  14. Come promesso,sono subito qui e fra gli amici che seguono.Siete una buona squadra e sono sicura che il blog diventerà interessante,giorno dopo giorno.L'emigrazione ha molto unito ,con modalità diverse,due zone d'Italia estreme.io ho seguito decenni di migrazione e spopolamento del sud e quando è stato il momento ho contribuito mio malgrado a questo abbandono.L'attaccamento alle origini,per fortuna porta a qualche rientro e comunque ad una presenza,anche se temporanea,per non dimenticare.In bocca al lupo.

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  15. E' molto interessante... ritornerò spesso.
    A presto

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  16. Sono figlia di immigrati che partirono dal Veneto al Piemonte, a Torino, (ormai loro non ci sono più).
    La mia mamma era nata a Sernaglia della Battaglia nel 1920, mio padre a Fossalta di Piave e si sono conosciuti a Roma dove entrambi erano immigrati prima.
    Interessante questo blog ed è vero, tutto questo è storia che si deve tramandare ai giovani....
    ciao Tiziano

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  17. Bellissima iniziativa qualcuno che racconti la nostra storia perché, anche se io non sono emigrante o figlio di emigranti questa è la storia di tutti noi, complimenti e a presto.

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Grazie per esserti soffermato e se con calma, che è la virtù dei forti, mi lascerai un tuo commento te ne sarò grato, se hai fretta vai pure aspetterò la tua prossima visita, magari con un ciao.